Il passo del gambero: regressioni & Co

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“Fai un passo indietro, per saltare più lontano” – Anonimo

Le tappe di crescita raggiunte dai figli sono momenti emozionanti per ogni genitore: chi non si ricorda i primi passetti traballanti? La gioia nel sentire le prime paroline? Quanto orgoglio ci riempie nel notare che abilità che sembravano impensabili, a poco a poco vengono raggiunte dai nostri piccoli?
Bambini che dormivano solo abbarbicati a mamma o papà, che si addormentano da soli nel loro lettino; bambini che tolgono il ciuccio; bambini che dopo mille pipì sparse sul pavimento finalmente imparano ad usare il vasino, con soddisfazione e applausi da parte di tutta la famiglia. Esperienza comune ad ognuno di noi, TRUE STORY, come si dice adesso.:-)
Siamo abituati, come adulti, a pensare che questo genere di acquisizioni siano stabili, che quindi, una volta raggiunta una competenza, non sia più possibile “perderla”. In linea di massima funziona proprio così, ma in particolari casi invece, le competenze possono vacillare e ci possono essere dei periodi in cui si “torna indietro” con le acquisizioni.
Capacità che sembravano consolidate, all’improvviso sembrano scomparire, anziché avanzare si va a ritroso, a passo di gambero.
Ma perché questo accade?
Le cause possono essere svariate, ma ruotano tutte attorno ad un’esperienza che il bambino vive come importante, se non addirittura traumatica.
Molto spesso, queste situazioni hanno a che fare con una variazione dei rapporti e delle disponibilità dei genitori (es: rientro al lavoro della mamma, la nascita di un fratellino, l’inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia); possono anche riguardare eventi più seri come una separazione, l’ospedalizzazione del bambino stesso o di uno dei genitori, un lutto, una malattia o un fenomeno inatteso e spaventante come un terremoto.
Il bambino tramite questi comportamenti, richiede aiuto per superare questo momento di difficoltà, e lo fa cercando di tornare indietro alla fase precedente dello sviluppo, in cui tutto era tranquillo e l’attenzione dei genitori era dedicata maggiormente a lui.
Le regressioni più frequenti riguardano:

  • il linguaggio: balbuzie o peggioramento generale del modo di parlare;
  • il controllo sfinterico: enuresi notturna o difficoltà a trattenere cacca e pipì anche di giorno
  • il comportamento: capricci, manifestazioni di tristezza o aggressività;
  • il sonno: difficoltà di addormentamento o risvegli notturni
  • le paure: improvviso manifestarsi di paure, diurne o notturne.

Tutti questi disturbi possono essere correlati anche con altri aspetti (ad esempio l’incremento delle paure può essere un aspetto assolutamente normale, in un bambino che cresce, perché man mano che lo sviluppo cognitivo aumenta, aumenta anche la comprensione del mondo nelle sue varie sfaccettature, comprese quelle “cattive”).
Ma cosa fare se invece vi accorgete che sono correlati proprio ad un evento specifico?

  • La prima cosa da fare è non colpevolizzare il bambino per la regressione che sta avendo: non è una cosa che “fa apposta”, ma una manifestazione di disagio, e come tale va interpretata e trattata. Quindi è importante non sgridare il bambino, non umiliarlo, non dirgli frasi come “adesso sei grande e non dovresti fare queste cose”…anche perché, se il tentativo del bambino è quello di “tornare piccolo”, queste frasi possono essere controproducenti e consolidare il comportamento anziché estinguerlo;
  • dare la possibilità al bambino di parlare di ciò che lo turba; ciò che spaventa non è quasi mai un evento in se’, ma la mancata possibilità di elaborarlo: è importante quindi cercare di creare un clima relazionale che permetta al bambino di esprimere anche i sentimenti negativi (la naturale gelosia per un fratellino appena nato, il disappunto o l’ansia perché mamma torna al lavoro, lo spavento per un’operazione in ospedale ecc). Per far ciò, è fondamentale PREPARARE il bambino (quando possibile), agli avvenimenti, spiegandogli nel modo più semplice e sincero possibile cosa sta accadendo e cosa accadrà, ed aiutandolo ad esprimere cosa ne pensa e come si sente.
  • L’espressione dei vissuti del bambino può essere facilitata a parole, ma anche attraverso il gioco simbolico (con bambole, pupazzi o altri oggetti), o attraverso la lettura di storie che riguardano quel tema..se è la storia giusta lo capirete, perché vostro figlio vi chiederà di raccontarla ancora, ancora e ancora (il che vuol dire che funziona). Quando è nato il mio figlio più piccolo, leggevo al grande il libro di Pappamolla (http://www.ibs.it/code/9788883621741/blake-stephanie/pappamolla.html), e lui mi chiedeva di rileggerglielo mille volte al giorno! 🙂
  • Incoraggiare il bambino dando per scontato che recupererà l’abilità che ha perso “adesso non ti è riuscito di fare questa cosa (dormire, trattenere la pipì, stare senza ciuccio ecc), ma tu la hai già imparata e mamma è sicura che presto ti riuscirà di nuovo”, per trasmettergli fiducia nelle sue possibilità;
  • L’ultimo suggerimento, è quello di fornire al bambino che sta avendo una regressione, una possibilità aggiuntiva, rispetto al solito, di fare un “rifornimento affettivo”. Quindi prevedere dei momenti in cui si possa dedicare un po’ di tempo al bambino, magari in forma esclusiva, con coccole, abbracci, giochi o letture insieme.

Il presupposto fondamentale resta, da parte del genitore, essere il primo a non perdere la calma e a fidarsi del fatto che, una volta passato il momento di difficoltà, la competenza verrà recuperata da parte del bambino.
Un atteggiamento il più possibile positivo, aiuterà certamente il bambino a superare l’impasse.
A volte, se la regressione sembra perdurare, può essere utile consultare uno specialista, che vi può aiutare ad individuare le modalità di gestione che funzionano meglio, in ogni caso è sempre utile ricordarsi che lo sviluppo dei nostri bambini è UN PERCORSO, e che a volte è difficile accorgersi in tempo reale dell’utilità di ciò che facciamo oggi..semini gettati in questo momento, potrebbero richiedere tempo e germogliare più avanti, l’importante è continuare a credere che germoglieranno, ed avere fiducia che i nostri piccoli gamberi si trasformeranno in scattanti e preziose aragoste 😉 🙂

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