Harry e il Cappello Parlante

“L’ultima cosa che Harry vide prima che il cappello gli coprisse gli
occhi fu la sala piena di gente che allungava il collo per guardarlo
meglio. L’attimo dopo, era immerso nel buio. Rimase in attesa.
‘Ehm…’ gli sussurrò una vocina all’orecchio. ‘Difficile. Molto
difficile. Vedo coraggio da vendere. E neanche un cervello da buttar
via. C’è talento, oh, accipicchia, sì… e un bel desiderio di
mettersi alla prova. Molto interessante… Allora, dove ti metto?’
Harry si aggrappò forte ai bordi dello sgabello e pensò: ‘Non a
Serpeverde, non a Serpeverde!’
‘Non a Serpeverde, eh?’ disse la vocina. ‘Ne sei proprio così
sicuro? Potresti diventare grande, sai: qui, nella tua testa, c’è di
tutto, e Serpeverde ti aiuterebbe sulla via della grandezza, su
questo non c’è dubbio… No? Be’, se sei proprio così sicuro…
meglio GRIFONDORO!”

Questo brano mi stringe la pancia, da sempre…Harry è stato toccato da Voldemort, porta la cicatrice del contatto con l’Oscuro, alcuni aspetti di sè sono simili al suo nemico..come in noi, luce e ombra, yin e yang..ma ciò che conta è che nel momento della scelta, Harry pensa intensamente “Grifondoro!”, è questo lo rende e lo renderà sempre un Grifondoro…per quanto grande sia la cicatrice che portiamo, possiamo sempre provare a scegliere